MESSAGGIO DEL PRIORE DIEGO IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE 2016 a.D.

E’ Natale, e nella fredda notte guardo il Bambino. Guardo il Bambino e mi accorgo che sto guardando me. Riguardo il Bambino e vedo me. Mi vedo come ero: puro, sognante, tenero. Guardo Lui e mi chiedo come sono oggi. Più lo guardo e più voglio essere come Lui, ancora una volta; anche questo Natale.

Guardo il Bambino, sorridente, indifeso, con gli occhi aperti al mondo, stupiti e sognanti, pieni di bellezza e di positività e provo tanta tenerezza. Il Natale in fondo è il mistero della tenerezza, della tenerezza di Dio bambino. Tu mi guardi sorridente e benevolo e ti lasci guardare.

A Natale le difese cadono. Guardo il Bambino e vedo Lui. Lo guardo e non mi basta più capire che« Tu sei in me ». Guardandoti profondamente mi accorgo che « Tu sei me ».

Guardandoti capisco Al-Hallaj che arrivò a urlare « anā al-haqq » cioè “ Io sono Te ”. Mi torna in mente anche il brahamino che osò dire con lo stesso ardore « Tat tvam asi » (cioè ” Io sono Quello “).

Questo è il Natale. Non è giorno di ragionamenti ma notte di stupore. Il Natale lo si coglie senza parole, si intuisce. Natale è tutto questo: percepire questo sentimento di tenerezza tra me e Te, Dio bambino, che proprio in virtù di questa tua condizione ti lasci guardare.

Ti sono grato Gesù bambino per avermi permesso di capire che «Tu sei me».