Seborga è un principato legittimo

SEBORGA E’ UN PRINCIPATO LEGITTIMO

La legittimità del Principato di Seborga, non risiede negli abitanti del Comune di Seborga e neppure in un “Popolo Sovrano”. Oggi questo territorio  fa parte della repubblica Italiana. Quindi, non sono e non possono essere i residenti nel Comune di Seborga a dare legittimità al Principato di Seborga.

Ciò che a noi interessa non va confuso con il “principato disneyano della signora Nina”. Con noi c’è la storia, la tradizione cavalleresca, la difesa del territorio, la difesa dei valori propri della Cristianità.

Quello del “popolo sovrano” è un concetto proprio delle repubbliche, non certo delle monarchie o dei Principati. Nei Principati il sovrano è il principe e i residenti rivestono il ruolo di sudditi.

Ma allora chi sono quelli che possono fregiarsi di fare parte di diritto del Principato di Seborga?

Questo diritto inalienabile appartiene ai Cavalieri Bianchi (cioè ai membri del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri), ai cavalieri di altri gruppi cavallereschi che ne abbiano fatto richiesta e che abbiano ricevuto risposta affermativa. Lo stesso dicasi per tutti quei soggetti i quali, avendo a cuore le sorti del Principato come baluardo e difesa dei valori della Cristianità, ne abbiano fatto richiesta ricevendone il nulla osta.

Essere Cavaliere del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri significa essere allo stesso tempo membro del Principato. Questa è la ragione per cui il Principato è andato avanti per secoli fino ai tentativi di acquisto da parte di Casa Savoia. Risale infatti a quel periodo storico il tentativo di impadronirsi del nostro territorio.

Ciò è effettivamente avvenuto tanto è che oggi a Seborga c’è un Sindaco regolarmente eletto dalla popolazione residente, anche se in ambito di diritto internazionale questo “esproprio” consumatosi specialmente dopo la seconda guerra mondiale è piuttosto discutibile. Tuttavia Seborga è un Principato legittimo.

In passato il nostro predecessore alla guida del Principato, il Priore Giorgio Carbone – noto come Giorgio Carbone Principe di Seborga – ha promosso un ricorso a livello europeo ma, per alcune ragioni a noi ben note, esso non ha potuto essere accolto.

Ci riproveremo noi. Per questa ragione è necessario avere una forte coesione. Per questa ragione Vi chiediamo di scriverci e di darci una mano.