Principato di Seborga

COMUNICATO

 

A distanza di un anno, ritorniamo sull’argomento Festival di Sanremo. Nel corso delle 72 edizioni, abbiamo dovuto intervenire solo in quella del 2021 e in questa del 2022 a conduzione Amadeus .

Le parole del conduttore, il quale da un lato si dichiara fervente cattolico e dall’altro invoca la più ampia libertà di espressione dell’arte, ci fanno sorridere. Forse gli mancano alcune letture.

L’arte deve esse libera? Alla satira tutto va concesso? Se esistono Convenzioni Europee, progressiste, liberali, che proteggono e autorizzano artisti (o ritenuti tali) a prendere in giro, anche pesantemente, regnanti, vittime del terrorismo, o a inneggiare a favore dell’ETA, perché, allora, non va più bene quando qualcuno inneggia all’Intifada?

Finché si fa la parodia del Battesimo, finché si prende in giro la figura di Gesù Cristo, la Maria Assunta, tutto procede bene … purché non si tocchi il tema della Shoah o la figura di Maometto.

Qualche critico (non so se questa è una parola appropriata) ha recentemente giudicato arte un barattolo pieno di urina con all’interno il Crocefisso. Con lo stesso metro si vorrebbe giudicare arte una performance sconclusionata fatta da un giovanotto pluri tatuato?

Questa ostentazione, questa provocazione ci lascia perplessi dal momento che, come è noto, sia l’Ebraismo che l’Islam vietano i tatuaggi. “È stato narrato che Abu Juhayfah ha detto: «Il Profeta (pace e benedizioni di Allah sia su di lui) ha maledetto chi fa i tatuaggi e colui che ha ,fatto un tatuaggio».”

Il Vescovo di Ventimiglia – Sanremo, Mons. Suetta, si è espresso con coraggio, e di questo lo vogliamo ringraziare. Le sue accorate parole sono rivolte a coloro che possiedono un cuore pulito ed un animo nobile; una maggioranza di cui i più non si accorgono, in quanto forse troppo silenziosa, ma non inerte.

Ben vengano i diritti delle minoranze. Essi vanno tutelati. Tuttavia, non è più tollerabile che per garantire i diritti di qualche gruppo minoritario, una larga maggioranza sia costretta a ingoiare ogni cosa e a udire così tanti “ragli d’asino”.

Diego Beltrutti di San Biagio

Principe di Seborga

Seborga, 2 febbraio 2022.