L’atleta Nemaja Majdov discriminato alle Olimpiadi di Parigi per essere Cristiano.
Il Principato di Seborga, da sempre difensore della cristianità, stigmatizza la decisione assunta dal Comitato Internazionale del Judo verso l’atleta serbo. La ragione di questa decisione assurda sarebbe conseguente al
segno della Croce che Nemaja fece prima di entrare sul tatatmi in occasione degli ottavi di finale olimpica.
Ecco la lettera ricevuta dal forte judoka serbo:
“Caro signor Majdov, durante la quinta giornata dei Giochi Olimpici di Parigi, il 31 luglio 2024, lei ha mostrato un chiaro segno religioso quando è entrato nell’arena per la partita con il signor Theodores Celidis (Grecia) negli ottavi di finale la categoria fino a 90 chilogrammi. Le regole della Federazione Mondiale di Judo indicano che esiste una base punitiva perché nessun oggetto o movimento religioso può essere mostrato prima, durante o alla fine del combattimento.“
Dopo le oscenità della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi 2024 questa decisione pare insensata, inopportuna e offensiva. Le Olimpiadi sono istituite per fare gareggiare atleti di varie nazioni, di lingue e culture diverse al di la delle differenti culture. La manifestazione della propria fede in modo discreto e riservato non può essere ragione per una punizione.