SEBORGA 03 maggio 2025 – È QUESTO IL MODO DI PRESERVARE LA STORIA DI SEBORGA?

Non sono particolarmente lieto di commentare la “giornata templare 03 maggio 2025”. Ancor di più quando penso che l’evento si svolgerà a Seborga che è la patria storica dei Cavalieri Bianchi. Infatti è qui che il Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri e cioè l’Ordine dei Cavalieri Bianchi dimora da quando nel 1365 Pons Lance, abate presso il monastero di Saint Honorat in Lérins, decise di costituirlo.

Certo, nel Principato di Seborga, ci sono state radici templari ma dal XII secolo ad oggi molte cose sono cambiate, diversi gli eventi che si sono succeduti fino ai giorni nostri. Un fatto è certo: dopo il De Laude Novae Militiae di San Bernardo la cavalleria è stata sempre legata alla Chiesa di Cristo. Diversamente non si spiegherebbe l’alto numero di cavalieri (circa ventiquattromila) morti outremer per difendere la Terra Santa ed il Santo Sepolcro dalle orde islamiche.

IL PROCESSO AI CAVALIERI DEL TEMPIO

E’ noto che, agli inizi del XIV secolo, l’Ordine del Tempio fu al centro di un processo che terminò sia con condanne al carcere a vita che con esecuzioni mediante fuoco. Non è mia intenzione entrare oggi e qui nel merito delle accuse, del processo e delle sentenze. Certamente da una parte un vi era un re potente ed ambizioso quale Filippo IV detto il Bello e dall’altra un papa malato e succube, praticamente prigioniero quale Bertrand de Goth ovvero Clemente V.

Dall’esame delle carte processuali emerge oggi come alcune prove siano state costruite ad hoc; sappiamo anche quanto le leggi fossero molto diverse da quelle attuali, molto più dure, basti pensare alla punizione della “morte per fuoco per i relapsi” cioè coloro che fossero ricaduti nello stesso errore di eresia, stregoneria o sodomia. Un fatto è certo, in quel tempo, a farla da padrona nei processi più importanti è stata la tortura. Sappiamo anche quanto essa non sia portatrice di verità.

Recentemente il ritrovamento della pergamena di Chinon ha restituito a Jacques de Molay, XXIII e ultimo Maestro dell’Ordine del Tempio, quella dignità a lungo negata e calpestata. Tuttavia non si può riavvolgere il nastro della storia e la vicenda personale del Maestro Jacques e di tutto l’Ordine, con le proprie ombre e le proprie, luci, rimane ancora da decifrare.

CHI MANOVRA LA MEMORIA DI JACQUES DE MOLAY

A partire dal XVIII secolo gruppi e soggetti anticlericali, studiosi di esoterismo e membri di gruppi iniziatici hanno utilizzato la figura di Jacques de Molay per fargli dire cose a loro convenienti. Tuttavia, un cronista dell’epoca (Godefroy de Paris), presente alla esecuzione del Maestro, annotava sul suo taccuino come Jacques de Molay, prima che il fuoco si alzasse, avesse chiesto di essere rivolto verso la chiesa di Notre Dame e di avere una mano libera per potere fare il segno della croce. Sappiamo così che Jacques morì tra le fiamme, serenamente, recitando le preghiere.

Nel 1312 papa Clemente V decretava la sospensione (cioè la fine) dell’Ordine del Tempio. Anche questo evento è stato fonte di discussioni e di attacchi contro la Chiesa cattolica definita dalla Muratoria una struttura liberticida, dogmatica e oscurantista. Lo scrivente ha trattato il tema della impossibilità per un Cavaliere di essere Massone nel libro “Cavaliere e Massone – analisi di un binomio controverso” edito da Arabafenice.

Da allora, ciclicamente, in diverse parti del mondo, qualcuno afferma di essere il legittimo successore di Jacques de Molay e che l’Ordine Templare vive, ininterrottamente, da secoli.

QUANTI SONO OGGI I TEMPLARI NEL MONDO?

Alla domanda “quanti sono oggi gli ordini templari nel mondo?” la Intelligenza Artificiale risponde: “Dopo il 1312 non esistono più Cavalieri Templari. Esistono però associazioni di laici che si ispirano agli ideali dei Templari”. Fantastico; è bello pensare che negli anni 2000 ci sia ancora chi vuole difendere il Cristianesimo, la Terra Santa, il Santo Sepolcro dagli attacchi di coloro che vorrebbero distruggere la figura di Cristo e fare scomparire il suo insegnamento dalla faccia della terra.  Il punto è che questi volenterosi finiscono spesso per entrare in gruppi che tutt’altro fanno che sostenere la Santa Sede.

 I “PAUPERES COMMILITONES CHRISTI TEMPLIQUE SALOMONICI”  

Anche questo gruppo seborghino, recentemente costituito e che si è dato il nome altisonante di “Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonici”, non costituisce né rappresenta la discendenza dell’Ordine del Tempio e neppure è un ordine templare, come abbiamo appena detto. Innanzitutto i Cavalieri Templari erano monaci e praticavano la castità per cui viene difficile pensare che i Templari avessero eredi. Inoltre come ordine, sappiamo che esso è stato soppresso. Non basta indossare un saio con una enorme Tau, e portare alla cinta uno spadone per fare di questi soggetti dei Templari.  Forse lo potranno credere turisti frettolosi di passaggio per le via di Seborga.

Questo gruppo afferma di avere, come missione, quella di “preservare e difendere il patrimonio storico culturale e templare di Seborga”.  Certamente questa è una nobile finalità ma per assolvere questo compito non si può prescindere dalla storia e non si può giocare di fantasia. Così facendo si svilisce la storia dei Cavalieri Bianchi che non sono stati, non sono e non possono essere “templari”. Con iniziative di questo tipo il nostro Principato perde di credibilità. Seborga e i Cavalieri Bianchi non possono diventare oggetto folkloristico, e neppure essere essere confusi con gruppi per i quali Seborga pare diventare un teatro a cielo aperto, una specie di luna park o di carnevale permanente. I Cavalieri Bianchi sono fedeli alla Chiesa di Roma della quale ne accettano le direttive. Il Cavalieri così come le Dame del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri sono difensori del Credo e della loro storia plurisecolare. Seborga con i suoi Cavalieri Bianchi è stata ed è un baluardo della Cristianità.

LA CAVALLERIA DI CRISTO NON PUO’ DISUBBIDIRE AL PAPA

Bisogna che i membri di questo gruppo accettino che l’Ordine del Tempio è stato posto in quiescenza da papa Clemente V con la famosa bolla Vox in Excelso nel lontano 22 marzo 1312. Pertanto: da allora non si può più parlare di appartenenza all’Ordine del Tempio. L’Odine dei Cavalieri Templari è morto e sepolto.  Non basta andare da un notaio, registrare all’agenzia delle Entrate un bel nome, possibilmente in latino, registrare un marchio all’ufficio marchi e brevetti per attestare una veridicità, una storicità, una discendenza, che, peraltro, poggia sul nulla.

Sono dispiaciuto a dover mettere per iscritto ciò che in più occasioni ho detto a voce agli organizzatori di questo evento di maggio. Alcuni degli organizzatori della “Giornata Templare” li conosco da anni e da tempo ho spiegato loro, così così come ad altri membri di gruppi “templari” di diverse parti di Italia (devo ammettere: senza successo) che l’Ordine del Tempio (anzi gli ordini templari visto che in Italia pare che ce ne siano parecchi) non esiste più da secoli. È questo un discorso chiuso che va accettato considerando la nostra deferenza alle decisioni della Santa Sede.

LE INVESTITURE TEMPLARI SONO UN ‘FAKE’

Ho cercato di spiegare, in diversi libri editi a stampa, in articoli pubblicati sui nostri siti e su pagine facebook, che non si può più parlare di “Ordine del Tempio”, e neppure di investiture templari in quanto queste associazioni non ne hanno facoltà. Ritengo necessario che gli organizzatori mettano in chiaro che questo incontro del 3 maggio è una rievocazione storica. Certamente una “giornata templare” a Seborga sarebbe auspicabile se questo evento prevedesse la partecipazione di studiosi del tema, di professori universitari di storia medievale, di archivisti in grado di parlare con competenza della cavalleria medievale con documenti alla mano.

Ciò che vediamo proporre a Seborga – e cioè l’organizzazione di un evento folkloristico, immaginario, fantasioso e cercare di farlo passare per una realtà storica ben consolidata – non fa bene a Seborga e mina la credibilità storica e cavalleresca del Principato.  Una carnevalata a Seborga ci può stare, perbacco, ma va dichiarata; non c’è niente di male ad organizzare un bel evento per fare sognare i bambini, per vendere un po’ di dolciumi in piazza ed avere i ristorati pieni. Ci sta anche una rievocazione storica in cui sia chiara la finalità: oggi vi faremo vedere come i Cavalieri Templari erano investiti… purché ci si attenga al Pontificale Romano e non si inventino di sana pianta riti di investitura magari scimiottando le iniziazioni massoniche.

I GRAN MAESTRI TEMPLARI: UNA CARNEVALATA

Da ultimo: per favore, non spacciamo per seria, reale, la presenza di alcuni “Gran Maestri”. Ma l’ordine del Tempio quindi avrebbe avuto molti discendenti visto che sono parecchi coloro che si definiscono Gran Maestro. (ma, eventualmente, non ce ne dovrebbe essere, solo uno? ). La presenza di Gran Maestri di ordini templari provenienti da varie regioni di Italia, forse anche dall’estero, sicuramente muniti di improbabili collari e mantelli pittoreschi, così come l’arrivo di Ambassadors at large” pronti per la “firma di trattati” è puro teatro. Ciò non ha nulla a che vedere con la difesa della cristianità.  La firma di trattati di reciproco riconoscimento (riconoscimento di che!) è puro folklore; ciò è ottimo per turisti muniti di fotocamera i quali saranno lieti di assistere a questa rievocazione spettacolare.

 

Diego Beltrutti di San Biagio – Priore del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri

Dato dal Castello di Piea, 31 marzo 2025